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Legislazione

 

 


Incentivazioni al mercato

L’opportunità di sostenere la mobilità elettrica discende come noto dalla sua sostenibilità in termini ambientali ed energetici, che si traduce nella prospettiva di una sensibile riduzione delle fonti energetiche importate dall’estero per la mobilità stradale, nei minori costi per le esternalità sostenute dal Paese per i danni alla salute umana e all’ecosistema a causa delle emissioni inquinanti della motorizzazione endotermica, e infine nelle minori emissioni di CO2 con la possibilità di avvicinarci maggiormente al soddisfacimento dei vincoli sottoscritti a livello internazionale sul contenimento dei gas climalteranti.


Negli anni passati l’Italia è stata tra i precursori in Europa nel sostegno allo sviluppo della mobilità elettrica, soprattutto in termini di incentivazioni economiche all’acquisto; nel periodo 1997-2010 sono stati varati una serie di interventi con un impegno finanziario di circa 150 M€, che hanno consentito di mettere su strada circa 17.000 veicoli elettrici tra auto, furgoni e quadricicli, circa 32.000 ciclomotori, 1000 bus e minibus e quasi 200.000 biciclette a pedalata assistita.

Tuttavia solo nel 2012, dopo un periodo di gestazione protrattosi per oltre 2 anni, è stata messa a punto una legge di sostegno con carattere di maggior organicità (legge 7 agosto 2012 n.134) che contemplava sia l’incentivazione economica per l’acquisto dei veicoli che lo sviluppo delle rete infrastrutturale per la ricarica.

 


Il disegno di legge originario, presentato alle Commissioni Trasporti e Sviluppo Economico nel 2010 e sottoscritto da oltre 100 parlamentari dell’intero schieramento politico, era in effetti indirizzato all’esclusivo sviluppo della mobilità elettrica (veicoli a batteria e veicoli ibridi ricaricabili), e gli interventi della CIVES e degli altri operatori del settore alle diverse audizioni parlamentari avevano ulteriormente rafforzato tale indirizzo, proponendo anche sostegni in termini di regolamentazione della mobilità nelle città, il sostegno alla  ricarica in ambito privato e un maggior accento ai veicoli per applicazioni aziendali.

In sede di approvazione parlamentare il testo veniva però ampiamente modificato  (si veda la sintesi), estendendo contestualmente anche il sostegno all’intera famiglia di veicoli “ecologici” (a metano, GPL, ibridi convenzionali con emissioni di CO2 tra 0 (zero) e 120 g/km), indipendentemente dal fatto che questi appartenessero a tecnologie mature con mercato già consolidato  invece che alle tecnologie emergente degli elettrici, che hanno oggettivamente maggiori  esigenze di supporto nella fase di avvio del mercato.

Tali modifiche hanno quindi portato, a parità di risorse allocate, ad una minore efficacia del provvedimento per quanto riguarda la E-Mobility. Anche per queste ragioni il numero di veicoli elettrici collocati sul mercato italiano attraverso tali interventi è risultato assi più ridotto che in Europa, rendendo palese la necessità di ulteriori azioni da parte dello Stato e degli Enti Locali se si vuole tenere il passo con gli altri Paesi.

Dopo un anno di sperimentazione applicativa della legge, e a seguito delle sollecitazioni degli operatori del settore, nel settembre 2014 sono state fortemente affievolite alcune rigidità che limitavano le possibilità di accesso alle contribuzioni all’ acquisto - come la contestuale esigenza di rottamare un vecchio veicolo che era posta in capo alle aziende acquirenti, migliorando così le prospettive di efficacia della legge.

Tuttavia, poco dopo tali miglioramenti, la Legge di Stabilità 2015 (legge 23 dicembre 2014 n. 190) ha sospeso l’erogazione dei contributi all’acquisto dei veicoli a partire dal 1° gennaio 2015, azzerando di fatto ad oggi ogni incentivazione economica a favore dei veicoli elettrici oltre che alle altre tipologie “ecologiche”.  L’Italia è quindi al momento il solo Paese europeo in cui non vengono erogate incentivazioni dello Stato ai veicoli a minimo impatto ambientale.

Restano invece disponibili i contributi per lo sviluppo dell’infrastruttura pubblica di ricarica, consentendo quindi il concreto avvio del PNIRE – Piano Nazionale per l’Infrastrutturazione della Ricarica dei veicoli ad alimentazione Elettrica,  gestito a livello regionale (si veda anche la sintesi del PNIRE). Non  sono invece previsti contributi per la realizzazione della rete di ricarica privata.

 

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Altre misure in vigore  

 Al di là delle provvidenze in vigore dagli anni recenti in termini di incentivazioni, sono presenti in Italia altre misure favorevoli alla diffusione dei veicoli elettrici.

Sino dal 1953 è in vigore l’esenzione quinquennale dalla tassa di circolazione (oggi tassa di possesso) per gli autoveicoli con motorizzazione elettrica, con ulteriori miglioramenti adottati nel 2000 (estensione anche a ciclomotori e motocicli). In alcune Regioni e Province l’esenzione è stata estesa a tutta la vita del veicolo, ed in alcuni è casi è stata adottata, almeno in via temporanea, anche per alcuni mezzi ibridi.
Anche la Direttiva comunitaria 2009/33/CE, indirizzata alla promozione di veicoli a ridotto impatto ambientale e a basso consumo energetico nel trasporto su strada, offre opportunità per la E-Mobility. La Direttiva, recepita in Italia nel 2011 con il Decreto Legislativo 3 marzo 211 n.24, fa obbligo alla amministrazioni pubbliche e agli operatori che assolvono ad obblighi di servizio pubblico, di includere nei bandi di acquisto e nelle valutazioni dei costi di esercizio dei veicoli (autovetture, furgoni e autocarri, autobus) anche il costo delle esternalità derivanti dalle emissioni inquinanti (locali, nel punto di utilizzo) dei veicoli nell’arco della loro vita, esprimendo il “peso” di tali fattori in termini economici. Sebbene tra le tipologie di alimentazione dei veicoli indicate nella Direttiva e nel Decreto Legislativo non siano esplicitamente indicati i mezzi elettrici, l’assenza di emissioni degli stessi offre in linea di principio ampi spazi per favorire la loro scelta. I risultati testimoniano dell’innegabile vantaggio ambientale ed economico della mobilità elettrica in rapporto ai veicoli con motore endotermico.

Infine, l’elevata efficienza energetica della E-Mobility offre l’opportunità di accedere anche per questi al mercato dei Certificati Bianchi. Si riportano qui alcuni esempi di schede tecniche e della metodologia di calcolo per veicoli a batteria ed ibridi ricaricabili.

 

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