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Novità

 


 

maggio 2016 - Comunicato CEI-CIVES relativo alle iniziative sulla mobilità elettrica

Qui il comunicato

(Fonte: CEI - CIVES)

 

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4 maggio 2016 - Bando Car Sharing Comune di Milano

Si informa  che il 4 maggio 2016  è stato  pubblicato il bando per il Car Sharing del Comune di Milano che riguarda anche i veicoli  elettrici.

Troverete tutta la documentazione al seguente link: CAR SHARING 2016

(Fonte: Comune di Milano)

 

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 Aprile 2016. Protocollo di collaborazione Adiconsum CEI-CIVES sulla mobilità elettrica

Nell'ambito del Protocollo di collaborazione sottoscritto con Adiconsum  il 23 novembre 2015, Vi trasmettiamo il comunicato stampa per il lancio delle attività previste.

 Tra i principali obiettivi del Protocollo:

  • la costituzione di un Osservatorio sulla Mobilità elettrica
  • la realizzazione di indagini sulla percezione dei consumatori e sulla possibilità di utilizzo del veicolo elettrico e della sua ricarica
  • l’informazione oggettiva ed esaustiva sulle specificità dei veicoli elettrici 

La prima iniziativa sarà proprio relativa alla formazione/informazione con un Servizio congiunto di domanda-risposta sui veicoli elettrici che  tutti i consumatori potranno porre attraverso il sito e i canali social delle due organizzazioni. 

Qui il comunicato

 

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23 Marzo 2016

Nissan, A2A e il Comune di Milano sviluppano un grande piano urbano di infrastrutture pubbliche di ricarica rapida per veicoli elettrici

  • Via libera dal Comune all’installazione sul territorio comunale di 12 colonnine di ricarica rapida Nissan in partnership con A2A
  • La tecnologia Nissan e A2A al servizio del Comune di Milano per sviluppare la mobilità elettrica nella città migliorando qualità dell’aria, efficienza energetica e libertà di circolazione
  • Milano diventa la prima città in Italia a dotarsi di una rete capillare di infrastrutture di ricarica rapida che consente di alimentare i veicoli elettrici fino all’80% in massimo 30 minuti
  • I clienti del servizio A2A E-moving e i nuovi abbonati potranno rifornirsi illimitatamente presso tutte le colonnine di ricarica in città
  • Si tratta della principale iniziativa in Italia per il numero di stazioni installate in una singola città. La sola Milano con questo progetto sarà dotata di più colonnine pubbliche che quelle presenti sull’intero territorio nazionale*

Qui il comunicato

(Fonti: NissanComune di Milanoa2a )

 

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12 Marzo 2016. Tesla Revolution 2016, Verona 12 marzo 2016

Incontro organizzato da TeslaItalia.it – Tesla Club Italy, il club di riferimento per gli appassionati ed i clienti di Tesla Motors in Italia.

http://www.teslarevolution.net/online-il-programma-definitivo-di-tesla-revolution-2016.html

 

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4 Febbraio 2016.  Dieselgate, il Parlamento Europeo e il motore a scoppio alle corde. 

È di soli poche mesi fa il “dieselgate” innescato dal caso VolksWagen, che ha attirato l’attenzione sul divario tra le emissioni dichiarate e quelle effettive delle nostre auto. Consumi più alti del 20-30% di quelli dichiarati sono ormai accettati dai cittadini come normali, ma per i più è stato sorprendente apprendere che le emissioni inquinanti che degradano la qualità dell’aria presentassero un scostamento di gran lunga maggiore. Nelle rilevazioni dei laboratori olandesi TNO le emissioni effettive di ossidi di azoto di sedici vetture diesel Euro 6 di costruzione recente si sono rivelate da 4 a 10 volte superiori ai limiti consentiti. E quanto ciò sia rilevante è dimostrato da recenti studi condotti sulla città di Londra, con  5.900 casi annui di mortalità prematura attribuibili a questo inquinante, che si sommano ai 3.500 attribuiti alle polveri sottili.

Si era parlato di una situazione inaccettabile, di severe multe da comminare ai responsabili del misfatto.

Ieri, alla resa dei conti  la risposta di un Parlamento Europeo stretto tra le esigenze ambientali e la congiuntura economica, è stata senza esitazione la difesa dell'industria, introducendo sì per l’omologazione dei veicoli l’obbligatorietà di test su strada oltre a quelli di laboratorio, ma innalzando i limiti ammissibili durante queste prove a valori molto superiori agli attuali (168 mg/km contro gli 80 mg/km dei test al banco) e rendendo inoltre vincolante il rispetto di questo nuovo limite solo verso la fine del 2017.

Una battaglia perduta contro uno strapotere ben noto e un condono di fatto a chi non rispetta le regole. Ma, allo stesso tempo, un’ammissione del fatto che contenere le emissioni dei motori termici pone all’industria difficoltà tecnologiche che è illusorio pensare di risolvere solo alzando l’asticella della normativa. L’evidenza, insomma, che il motore a scoppio sembra ormai vicino al limite delle proprie potenzialità, e che il solo motore intrinsecamente “pulito” resta quello elettrico.  Ci auguriamo che questa consapevolezza si faccia strada anche a livello delle istituzioni”.

 

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Dicembre 2015. LA CONFERENZA SUL CLIMA COP 21 DI PARIGI.

Dopo i deludenti progressi delle precedenti conferenze internazionali sul Clima è difficile non tirare un respiro di sollievo per quanto sottoscritto a Parigi. L’aver indicato l’obiettivo di contenere il surriscaldamento del Pianeta a 1,5° C è l’indice di una consapevolezza molto maggiore della comunità internazionale sui gravissimi rischi del cambiamento climatico, e la firma di quei Paesi che come la Cina erano stati finora estremamente riluttanti a qualunque impegno è a sua volta un segnale importante.

Non mancano tuttavia ragioni di insoddisfazione, e in particolare che non siano state indicate scadenze temporali, né verifiche sull’efficacia delle misure che ciascun Paese adotterà. E forse ancora più deludente è che non sia stato neppure nominato il ricorso alle Carbon Tax come meccanismo finanziario per affrontare seriamente il problema energetico e ambientale, nonostante gli organismi internazionali, dalla International Energy Agency alla World Bank e perfino il Pontefice Papa Francesco le avessero esplicitamente caldeggiate nei mesi precedenti. Senza considerare che, col bassissimo costo attuale del petrolio, non vi è forse mai stato un momento altrettanto propizio per applicare concretamente dei principi di fiscalità ambientale  in ottemperanza al tanto declamato principio “chi inquina paga”

Ma questa è la situazione, e accontentiamoci dei  suoi indiscutibili aspetti positivi, auspicando semmai che la maggior consapevolezza emersa nell’alta politica arrivi fino alla cittadinanza orientandola sempre più verso scelte di consumo sostenibili. E noi siamo convinti che la E-Mobility sia una di queste, finora scarsamente metabolizzata nel nostro Paese in cui, accanto all’assenza di una cabina di regia politica che guardi a questo settore, vi è anche una certa timidezza della cittadinanza verso un cambiamento di abitudini che avrebbe bisogno di sostegno e di misure di accompagnamento finora mancate.

 

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Ottobre 2015:  PRECISAZIONI SUL CASO VOLKSWAGEN

L’espediente della VW non è, come si sente dire anche sui media, un trucco per ridurre le emissioni durante le prove. Le emissioni rilevate durante le prove sono quelle effettivamente prodotte dal veicolo in quel momento, e con tutta evidenza sono conformi alla normativa europea perché se così non fosse non sarebbe stata concessa l’omologazione alla circolazione su strada in Europa. Il tarocco starebbe nel fatto che durante l’uso del veicolo nell’effettiva circolazione su strada la centralina elettronica che provvede al controllo accurato della combustione (e che è tarata per dare il meglio di sé durante le prove) può essere disinibita, allo scopo di contenere i consumi e le emissioni di CO2 che di questi sono l’immagine speculare (e che provocano la febbre al pianeta Terra ma non sono nocive per la salute), a scapito delle emissioni inquinanti nocive per la salute (NOx, PM, CO, ecc.). Il grottesco sta anche nel fatto che quei dispositivi di controllo, pur nella loro modesta efficacia e di fatto pagati dal consumatore, vengano esclusi. 
Il consumatore è ormai abituato a differenze del +20 o 30% nei consumi rispetto ai dati dichiarati, ma è molto meno consapevole che i trucchi di cui si parla (cioè l’esclusione del controllo accurato della combustione e dei fumi) possono portare a emissioni inquinanti nocive per la salute (in particolare per gli ossidi di azoto dei diesel) fino a 10 volte (+ 1000%) superiori ai valori consentiti.

Questo mette in evidenza due cose: la prima è l’assoluta inadeguatezza della normativa esistente, di fatto gradita all’industria automobilistica, che durante le prove non rappresenta le emissioni effettive (il mettere nuovamente sotto prova tutti i modelli incriminati, adottando la normativa in vigore, porterebbe solo a spendere una bella quantità di quattrini per confermare che in quelle condizioni tutto va bene); la seconda, il fatto che mettere d’accordo consumi, emissioni di CO2 ed emissioni inquinanti non è cosa facile, e neppure la più severa normativa può portare a risultati che la tecnica non ce la fa ad ottenere, o comunque non a costi accettabili.
Il solo motore intrinsecamente pulito resta quello elettrico, già adesso e con l’attuale produzione di energia elettrica che include un 38% di fonti rinnovabili.
E’ sperabile che questa consapevolezza inizi seriamente a farsi strada non solo nell’opinione pubblica ma anche nelle istituzioni.

Pubblicato su sito web Motori di La Repubblica il 28 settembre 2015: visualizza l'articolo

 

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Maggio 2015:  Il Ministro dell’Ambiente Galletti, nel suo intervento al Meeting di Primavera della Fondazione per lo Sviluppo Sostenibile, ha annunciato che gli “Stati Generali sui Cambiamenti Climatici” si terranno il prossimo 22 giugno, comunicando anche che il Green Act annunciato dal Governo è ancora “in fase di ascolto”, quindi di fatto ancora lontano dall’assumere la forma di provvedimento legislativo.  Allo stato delle cose sembra  quindi esservi tuttora una certa discrasia tra “l’urgenza di politiche per la green economy e la forte correlazione tra queste e la crescita economica mondiale”, riconosciute e fortemente raccomandate dalla Banca Mondiale e dal Fondo Monetario Internazionale (Convegno di Washington del 17 aprile scorso) e l’attivazione da parte italiana di rapidi provvedimenti in tale senso.

 

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Aprile 2015:  Presentato alla Camera un nuovo disegno di legge di iniziativa parlamentare sulla mobilità elettrica.  La proposta prevede l’abbattimento dell’IVA dal 22% al 4%, la detrazione totale delle imposte sdi acquisto dei veicoli elettrici nel primo anno e la detrazione parziale, decrescere dal 90% al 10%, nei 5 anni successivi.  Suggerisce inoltre un credito di imposta pari al 50% del prezzo dei veicoli in 5 0 10 anni per i mezzi a emissioni zero adibiti a servizio pubblico.  Questo disegno di legge riprende di fatto molti dei punti contenuti nel Disegno di legge avanzato dall’On. Ghiglia nel 2011, al quale aveva contribuito anche la CIVES ed originariamnte indirizzato alla sola mobilità elettrica. Tale testo era stato successivamente modificato in sede parlamentare per tradursi nella legge 134/2012 (art. 7bis). Tali interventi avevano sminuito fortemente l’efficacia del provvedimento, trasformandolo da una legge di sostegno  ad un settore emergente – quale è la mobilità elettrica, ad un mero sostegno all’industria dell’auto in crisi. C’è da augurarsi fortemente che il testo venga anzitutto preso in esame dal Parlamento e dal Governo, integrandolo con quanto proposto da CIVES e dal Coordinamento FREE nel contesto del Green Act.

  

Aprile 2015:  la bozza della nuova formulazione del PNIRE – Piano  Nazionale Infrastrutturazione per la Ricarica dei Veicoli Elettrici, tuttora in fase di formalizzazione, parrebbe finalmente aver recepito la necessità di destinare parte delle risorse al sostegno dello sviluppo della ricarica privata (domestica e aziendale) in aggiunta a quella pubblica. Tale esigenza era stata fortemente caldeggiata da CIVES  già durante la formulazione della prima stesura del Piano (Position Paper CIVES sulla legge 134/2012).  Anche da parte della Regione Lombardia parrebbero esservi intendimenti in questo senso, destinando alla ricarica privata una specifica quota  dei finanziamenti provenienti dal PNIRE.

 

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Marzo 2015.  Proposta CIVES per il “Green Act” in preparazione da parte del Governo.  Il 19 marzo, nel contesto di un convegno organizzato in Campidoglio dal Coordinamento Free alla presenza di rappresentanti delle istituzioni, è stata avanzata da CIVES una proposta di sostegno alla mobilità elettrica, con obiettivi di carattere ambientale ed energetico nonché per consolidare la filiera industriale del settore. Per favorire la crescita del mercato a livelli europei  è stata proposta una programmazione organica, da perseguire attraverso tutti i necessari strumenti normativi e fiscali in un aggregato coerente ed esaustivo: l’incentivazione economica sostenuta dalle accise e le carbon tax gravanti sul mondo della mobilità, una regolamentazione della mobilità favorevole ai veicoli a impatto zero e con validità uniforme sull’intero territorio nazionale, il sostegno alla possibilità di ricarica domestica e aziendale in aggiunta all’infrastruttura pubblica, e l’identificazione delle potenzialità applicative nei diversi segmenti della mobilità.  Si attende la risposta del governo. 

 

Marzo  2015.  La E-Mobility nel Piano della Mobilità Urbana Sostenibile del Comune di Milano.  A inizio marzo il Comune di Milano ha approvato il nuovo Piano sulla Mobilità Urbana Sostenibile (PUMS), preparato attraverso un consistente lavoro iniziato nel novembre 2012. Il suffisso “Sostenibile” aggiunto in coda all’acronimo PUM è un elemento di novità, trattandosi di uno dei primi Piani sulla Mobilità Urbana del tutto allineato alle più recenti deliberazioni della UE, e che potrebbe diventare un riferimento metodologico per i Piani di altre città. Alla formulazione del PUMS ha partecipato anche la CIVES quale membro del Comitato Scientifico. Le proposte e le indicazioni avanzate da CIVES sono state accolte ed inserite quasi integralmente, testimoniando una positiva attenzione della Giunta milanese verso questo tema.  In particolare il PUMS Milano indica:

  • L’obiettivo di 1.040 punti di ricarica su suolo pubblico e di 9000-20.000 punti di ricarica privati (aziendali, centri commerciali, parcheggi, ma anche e con particolare attenzione box privati, cortili condominiali e garage);
  • Una regolamentazione edilizia che porti all’installazione di un’adeguata potenza elettrica già in fase di progettazione dei nuovi edifici, per consentire la ricarica domestica e aziendale;
  • l’ampliamento di misure di accompagnamento armonizzate sull’intera Area Metropolitana per incoraggiare il ricorso ai mezzi elettrici (accessi alle ZTL, soste, ecc.);
  • stimolo per la mobilità elettrica aziendale quali l’ampliamento degli orari di carico/scarico per la logistica dell’ultimo miglio e l’inserimento di mezzi elettrici nei futuri CDU;
  • l’incoraggiamento della mobilità elettrica con ciclomotori e motocicli;
  • l’incoraggiamento dello sharing con veicoli a trazione elettrica e con ibridi ricaricabili;
  • l’incoraggiamento alla diffusione di taxi ibridi ricaricabili anche attraverso la concessione di nuove licenze;
  • l’obbligo per i gestori del TPL di convertire progressivamente la flotta verso modelli elettrici e ibridi.

 

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Febbraio 2015.  È stato pubblicato dal Kyoto Club il volume di Gianni Silvestrini “2C (due gradi) – Innovazioni radicali per vincere la sfida del clima e trasformare l’economia”  (Edizioni Ambiente).Una massa di informazioni, di dati, esempi di idee e di politiche che raccontano come le soluzioni per il cambiamento siano a portata di mano e quali attori usciranno vincitori da questa fase di transizione. 

 

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Gennaio 2015.  Dopo un anno di applicazione sperimentale della legge di sostegno ai veicoli a minime emissioni complessive (legge 7 agosto 2012 n.134), e a seguito delle sollecitazioni degli operatori del settore, nel settembre 2014 sono state affievolite alcune rigidità che ne limitavano le possibilità di accesso  – in particolare l’esigenza di dover rottamare un vecchio veicolo.

Tuttavia, poco dopo tali miglioramenti, la Legge di Stabilità 2015 (legge 23 dicembre 2014 n. 190) ha sospeso l’erogazione dei contributi all’acquisto dei veicoli a partire dal 1° gennaio 2015, azzerando di fatto ad oggi ogni incentivazione economica a favore dei veicoli elettricioltre che alle altre tipologie “ecologiche”.  L’Italia è quindi al momento il solo Paese europeo in cui non vengono erogate incentivazioni dello Stato ai veicoli a minimo impatto ambientale. Resta comunque in vigore l’erogazione dei contributi relative alle domande pervenute fino al 31 dicembre 2014 in linea con la prevista regolamentazione della legge.

 

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Dicembre 2014.  L’intervento legislativo di cui sopra ha invece mantenuto disponibili i contributi per lo sviluppo dell’infrastruttura pubblica di ricarica, anch’essa prevista nella medesima legge, consentendo quindi il concreto avvio del PNIRE – Piano Nazionale per l’Infrastrutturazione della Ricarica dei veicoli ad alimentazione Elettrica), gestito a livello regionale (si veda anche la sintesi del PNIRE).

 

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Novembre 2014. Per incoraggiare un ruolo attivo da parte delle Pubbliche Amministrazioni sulle iniziative menzionate, è stato preparato dalla CIVES il Libro Bianco sull’Auto Elettrica – facciamo la E-Mobility, un documento informativo formulato nel contesto di un Progetto di ricerca sostenuto dal Ministero dell’Ambiente   e destinato a tutti i Comuni italiani oltre i 5000 abitanti.  Circa 2000 copie sono già state distribuite agli amministratori pubblici che hanno partecipato alla XXXI Assemblea Nazionale dell’ANCI del novembre 2014, ed è ora in corso l’invio per posta agli altri Comuni.

 

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